Ammaniti dipendente non so stare senza teee…

Dipendente da Ammaniti, in fibrillazione per ogni sua nuova uscita, cambia poco che sia un libro, un fumetto o un film tratto da una sua opera.

Inutile dire che ho letto ogni cosa che ha scritto:

Branchie (1994), Fango (racconto 1996), Ti prendo e ti porto via (1999), Io non ho paura (2001, Premio Viareggio), Fa un po’ male (fumetto 2002), Come Dio comanda (2006, Premio Strega 2007), Che la festa cominci (2009), Io e te (2010), Il momento è delicato (racconto 2012), Anna (2015).

Inutile dire che ho visto ogni suo film:

L’ultimo capodanno di Marco Risi (1998 tratto dal racconto L’ultimo capodanno dell’umanità pubblicato nella raccolta Fango), Branchie di Francesco Ranieri Martinotti (1999), Io non ho paura di Gabriele Salvatores (2003), Come Dio comanda di Gabriele Salvatores (2008), Io e te di Bernardo Bertolucci (2012).

Inutile, ma, come avete letto, ho citato lo stesso ogni suo lavoro: dal primo a all’ultimo. È più forte di me. Non posso certo dire di essere in fibrillazione anche ora, solo per averli scritti, e di fatto non lo sono, ma più carico e di buonumore sì. E non è poco.

Questo è il mio podio:

Per i libri:

  • Ti prendo e ti porto via
  • 2° Io non ho paura
  • 3° Come Dio comanda

Per i film:

  • 1° Io non ho paura
  • 2° Come Dio comanda
  • 3° Io e te

In questo articolo vi parlerò di Ammaniti scrittore e, più precisamente, di un suo libro.

Uno soltanto.

Il più bello.

Da leggere tutto d’un fiato e che ti prende letteralmente dalla prima all’ultima pagina e… ti porta via.

Sì, il libro è ovviamente Ti prendo e ti porto via. Perdonatemi questo infantile gioco di parole ma, come ho già detto, Ammaniti mi mette di buonumore e allora viene fuori la mia verve da asilo infantile (che poi io all’asilo non facevo altro che gnolare perché volevo la mammmmmma… ma questa è un’altra storia e chissà che prima o poi non ve la racconti).

Ti prendo e ti porto via

Divertente tragico ironico amaro dolce salato poetico volgare, e ancora avvincente comico drammatico commovente emozionante romantico fantastico travolgente.

Ti prendo e ti porto via è tutto questo ma è ancora molto molto di più…

 Tu sei molto, anche se non sei abbastanza,

e non vedi la distanza che è fra i miei pensieri e i tuoi,

tu sei tutto, ma quel tutto è ancora poco,

tu sei paga del tuo gioco ed hai già quello che vuoi.

Io cerco ancora e così non spaventarti quando senti allontanarmi: fugge il sogno, io resto qua!

Sii contenta della parte che tu hai,

ti do quello che mi dai, chi ha la colpa non si sa.

Cerca dentro per capir quello che sento,

per sentir che ciò che cerco non è il nuovo o libertà…

Vedi cara è difficile a spiegare, è difficile capire se non hai capito già…

di Francesco Guccini, dalla sua stupenda Vedi cara

Si perché se non lo avete capito questo libro spacca. Io l’ho appena riletto per la terza volta e VE LO CONSIGLIO.
A tutti. A chi come me i libri se li divora, ma anche e soprattutto a chi non legge, chi l’ultimo libro l’ha letto secoli fa o mai.

Mettiamola così, indico ora, in questo momento, un nuovo concorso:

La giornata mondiale di UN LIBRO CHE TI CAMBIA LA VITA.

Prima edizione del 18 febbraio 2018: Primo classificato Niccolò Ammaniti con Ti prendo e ti porto via.

Ti prendo e ti porto via che è anche una canzone di Vasco Rossi:

Sai ti conosco oramai
Ho capito chi sei
Non ti importa di niente
Tu dimentichi tutto
Senza alcun rispetto
Neanche per noi

Chiedi amore così
Come a chiedere di
Di buttarsi nel cesso

Tanto tu non lo sai
Quello che vuoi

Ma dove vai?
Ma dove vai?
Tanto oramai sei mia
Faccio così
Passo di lì
Ti prendo e ti porto via

È il secondo singolo dell’album Stupido hotel del 2001. E, se vi state chiedendo se c’entra qualcosa con il libro, la risposta è sì. Anche il mitico Kom ne è rimasto secco. È lo stesso cantautore che ha svelato di aver scritto la canzone inspirandosi al libro di Ammaniti.

Ti prendo e ti porto via che stranamente non è ancora film. Anche se già da una decina di anni Paolo Sorrentino ha scritto una sceneggiatura tratta dal romanzo stesso, e allora aspettiamo che prima o poi (speriamo prima) si trasformi in un film.

Dal risvolto di copertina:

Il mare c’è ma non si vede a Ischiano Scalo, un paesino di quattro case accanto a una laguna piena di zanzare. Questo è lo scenario nel quale si svolgono due tormentate storie d’amore. Pietro e Gloria sono due ragazzini. Lei è figlia di un direttore di banca, lui di un pastore psicopatico. Lei è bella, sicura e un po’ arrogante, lui è timido, irresoluto, sognatore. Eppure un sentimento strano che assomiglia curiosamente all’amore li attrae…

Dopo anni di assenza, torna a Ischiano anche Graziano Biglia, logoro play-boy.
Qui conosce la professoressa Flora Palmieri, una donna sola e misteriosa che in paese tutti tengono a distanza. Dovrebbero appartenere a due universi lontani, ma in fondo è proprio tra i poli opposti che scoccano scintille…

Burattinaio narratore, manipolatore di destini, Ammaniti crea e dissolve coincidenze, pronto a catturare di volta in volta gli aspetti più comici o inquietanti della realtà. Ti prendo e ti porto via è un’epopea tenera e crudele della scoperta del mondo e di quella lunga ferita che è la giovinezza.

Ma non c’è solo la storia di amore tra Pietro e Gloria e quella di Graziano e Flora, c’è davvero tanto di più.

Avete presente Pulp Fiction di Tarantino? Pur avendo una trama completamente diversa è, tra tutti i film che ho visto, quello che più di tutti mi ricorda questo fantastico libro. Li accomuna l’intreccio di tante storie diverse tra loro, ogni storia un mondo a parte, con una propria specifica bellezza. Li accomuna la capacità di compattare e unire tra di loro ognuna di queste storie, trasformando singoli mondi, singole battiture in un’unica sinfonia.
Tarantino e Ammaniti avrebbero potuto, a mio parere, ottenere da questa loro opera, almeno, tre diversi film, tre diversi libri.
E poi si ride. In entrambi due i casi intendo. Si ride proprio tanto.

Ti prendo e ti porto via di Niccolò Ammaniti. Edizione Piccola Biblioteca Oscar Mondadori. Prima edizione 1999.

Voto: 5/5

Come colonna sonora del libro ho scelto Sei bellissima, di Loredana Bertè.

È Ammaniti stesso che me l’ha messa in testa.
citando, ad inizio libro, questo passaggio della canzone:

… e ripensavo ai primi tempi
quando ero innocente,
a quando avevo nei capelli
la luce rossa dei coralli,
quando ambiziosa come nessuna
mi specchiavo nella luna,
e lo obbligavo a dirmi sempre
Sei bellissima – sei bellissima.

Poi ho iniziato il libro, ma questa citazione, questa canzone non me la sono più tolta da dosso.

A mio parere è perfetta per questo libro, non me ne vogliano i fans di Vasco Rossi che probabilmente avrebbero gradito la canzone omonima.

Sei Bellissima di Loredana Berté  pubblicata per la prima volta nel 1975 come 45 giri (lato B: Spiagge di notte), dell’etichetta discografica CGD. Testo di Claudio Daiano e musica di Gian Pietro Felisatti.

Voto: 4/5

 

Cliccando QUI la potete sentire.

 

 

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Sono nato a Modena nel 1964 e vivo in un paese che è parte dell’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico. Da 35 anni faccio piastrelle. Mi occupo di ricerca. Crescere, crescere, crescere: non esistono altri obbiettivi. Ogni anno è una sfida. Sposato con due figli, da quattro anni scrivo su questo blog. Ma fin dal primo articolo ho capito che recensire un libro, un film o una canzone non è che un pretesto per raccontarmi: pensieri, passioni, desideri. Ricordi. Il vero scopo è fermare il tempo. Trattenere il più possibile istanti di felicità.

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