Gli inconvenienti della vita

Peter Cameron, vi ho già parlato di lui nel romanzo che tuttora considero il suo capolavoro: Quella sera dorata.
Tuttavia ho appena letto Gli inconvenienti della vita e non ci posso fare niente: sono ancora qui a parlarvi di un suo libro.
Per un paio di motivi, o forse tre.

Primo: Non mi perdo mai un libro di Cameron; scrive in maniera strepitosa.

Secondo: Proprio da Quella sera dorata tutte le sue opere escono in Italia con Adelphi Edizioni, e per lo più nella prestigiosa collana Fabula. Gli inconvenienti della vita è proprio l’ultima uscita di Fabula: N°339. Io amo Fabula innanzitutto perché, quando è stata fondata nel 1985, ha scelto di pubblicare come suo primo libro L’Insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera (N°1), un romanzo bellissimo a cui sono molto affezionato.

Terzo – avrei potuto dirlo nel secondo, dei motivi, ma così facendo avrebbe avuto meno visibilità: ho appena letto anche il penultimo dei pubblicati Fabula: La cattiva strada di Sébastien Japrisot, N°338 ovviamente, che mi ha stregato al punto di averlo appena recensito.

E adesso vi sto parlando del N°339… da pazzi. Oltre al fatto che ho dato i numeri.
In effetti penso proprio che questa storia sia singolare. Di queste due ultime recensioni intendo, una dopo l’altra. Mah! Vi assicuro che non era programmato.

Ho poi detto che sono legato in modo particolare a questa casa editrice ma… mica sono pagato da Adelphi!
La mia libreria è strapiena di libri di diverse case editrici: ognuna ha la sua peculiarità e una propria bellezza e a tutte sono riconoscente.

Dopo questa lunga digressione – credetemi se vi dico che non sapevo più come uscirne – torno al romanzo, a Cameron.

È un maestro nel raccontare l’uomo, e qualsiasi storia descrive – semplice o banale non importa – diventa speciale. Ha la grande capacità di scrivere in maniera minimale per arrivare sempre all’essenziale, ai grandi temi della vita. A me ricorda molto Kent Haruf, la stessa narrazione semplice e delicata, mai sopra le righe ma che arriva diritta al cuore del lettore.

Quest’ultimo romanzo di Cameron è composto da due racconti: La fine della mia vita a New York – la storia di due gay newyorchesi – e Dopo l’inondazione – una coppia eterosessuale sposata da quarantacinque anni. Due storie profondamente diverse ma con lo stesso disagio e la stessa inquietudine nell’affrontare gli inconvenienti della vita.
Gli inconvenienti della vita, titolo perfetto dunque. Perché la vita può essere davvero difficile, piena di insidie e imprevisti, e la felicità una vetta irraggiungibile. Che sia per la routine del matrimonio, l’insoddisfazione verso se stessi, oppure più oggettivi traumi o lutti, entrambe le coppie escono dai loro rapporti a pezzi. Perché più forte è il disagio, più grande è il dolore e più si tende a far finta di niente; a chiudersi per non preoccupare il partner, a nascondere la disperazione.
Ma la disperazione fa rima con depressione e prima si affronta meglio è. E se si è una coppia la si combatte insieme.
Se no cosa serve restare insieme?
Tanto vale ripartire da soli!

È questo il messaggio dell’ultimo romanzo di Cameron, e a pensarci bene di tutti i suoi lavori.
Perché come dice Elizabeth Strout – un’altra scrittrice che adoro e che mi ricorda Cameron:

Ciascuno di voi ha soltanto una storia. Scriverete la vostra unica storia in modi molto diversi. Non state mai a preoccuparvi, per la storia. Tanto ne avete una sola.

da “Mi chiamo Lucy Barton di Elizabeth Strout

E in effetti tutti i romanzi di Cameron raccontano sempre la stessa storia. Vicende e situazioni e sfumature completamente diverse, intendiamoci, ma lo stesso filo conduttore: l’uomo e la sua condizione; miserie e speranze, bellezze e brutture. E sempre lo stesso punto d’arrivo: smarrimento e solitudine.

Il finale è poi – in tutti i suoi libri e così come nella vita reale – ogni volta diverso. Aperto o chiuso, bello o meno bello molto dipende dai personaggi descritti e da come noi lettori interpretiamo le vicende.
Io li ho amati tutti.
Certo, in Quella sera dorata  è stato facile fare il tifo per Omar Razaghi  e Arden e per la loro storia d’amore. Del resto lo avete capito che quel libro è il mio preferito.
Ma mica può esserci sempre il lieto fine.
Perché come si dice:

Mors tua vita mea

E non per tutti ci può essere una risposta positiva.
Anche se Cameron una risposta ce l’ha data.
E per non essere frainteso, per essere il più chiaro possibile, l’ha usata come titolo di un suo famoso romanzo, pubblicato in Italia nel 2010 [2007], e che
nel 2011 diventa un film di Roberto Faenza:
Un giorno questo dolore ti sarà utile – Someday this pain will be useful to you, il titolo originale del libro.

Un titolo perfetto per tutti i suoi libri, se Cameron avesse voluto, e se solo fosse stato possibile.
Sta poi ad ognuno di noi scegliere. Perché anche quando tocchiamo il fondo, quando le nostre vite sono stravolte e non vediamo via d’uscita, tutti i giorni sono buoni per ricominciare, se solo lo comprendessimo:

Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere.

di Tenzin Ghatso (Taktser, 6 luglio 1935) monaco buddhista tibetano, nonché XIV Dalai Lama del Tibet.

Ma non tutti sono capaci di vivere e non sopravvivere, ai tanti inconvenienti della vita.
Di aspettare semplicemente che: Un giorno questo dolore ti sarà utile.

LA FINE DELLA MIA VITA A NEW YORK

«Non puoi fare niente» disse lui. «Hai fatto tutto il possibile, sei stato meraviglioso per la pazienza e l’appoggio che mi hai dato».
«Allora perché non stai… non stiamo…».
«Meglio?»
«Sì, ecco».
«Perché ci sono cose che non si possono aggiustare, come il piatto che mi è caduto ieri sera. Ci sono troppi pezzi, oppure sono troppo piccoli.
Forse anch’io non sono riparabile».
«Non è vero, Theo, non dire così. Tu non sei un piatto»
«Lo siamo tutti. E siamo in attesa di romperci».

DOPO L’INONDAZIONE

«Allora Robert, cosa facciamo?».
«Riguardo alla chiesa?».
«No, » ho detto «non riguardo alla chiesa. Ormai alla chiesa abbiamo voltato le spalle, abbiamo troncato con la grazia di Dio»… «Cosa stai dicendo? Non capisco».
Ovvio che non capisse. Come avrebbe potuto? In un matrimonio, o quantomeno in un matrimonio lungo come il nostro, ci si dovrebbe seguire l’un l’altro per vie sotterranee preistoriche e primarie, ma ovviamente non ci si comprende. Conoscere l’altro sempre meglio, a un certo punto, significa conoscerlo sempre meno.

. . . . . . . . . .

Cosa mi aspettavo? Chissà, forse è sbagliato aspettarsi qualcosa alla mia età – alla nostra età, io ho sessantacinque anni e Robert settanta -, ma a me sembra normale. Magari anche solo svegliarsi la mattina dopo. Io questo me lo aspettavo? Sì. E se ci si aspetta questo perché non aspettarsi anche qualcos’altro? Il semplice risveglio, il semplice fatto di essere svegli, vivi, non è abbastanza. Volevo una vita che avesse un senso, almeno per me.
«Voglio una vita che abbia un senso» ho detto.

GLI INCONVENIENTI DELLA VITA

di Peter Cameron. 2018 Adelphi Edizioni, Fabula 339. Traduzione di Giuseppina Oneto.
VOTO: 5/5

Come colonna sonora di articolo e romanzo scelgo L’essenziale di Marco Mengoni.

L’ESSENZIALE

di Marco Mengoni. Pubblicato come singolo il 14 Febbraio 2013. Etichetta Sony Music. Testi di Roberto Casalino e Francesco De Benedettis, musiche di
Roberto Casalino, Francesco De Benedettis e Marco Mengoni. La canzone ha vinto il Festival di Sanremo del 2013.
VOTO: 4/5

Cliccando QUI, potete sentirla.

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Sono nato a Modena 53 anni fa, e abito a Formigine. Amo la mia famiglia; i miei due splendidi figli Francesco ed Eleonora; mia moglie Luisa. Le immagini del blog sono principalmente sue. Ho deciso di aprire questo blog per raccontare le mie passioni: libri, film, musica... Lo faccio principalmente per me stesso. Perché mentre mi racconto, verbalmente o per iscritto non cambia molto, mi torno ad emozionare. Come la prima volta. Spero che, nei miei articoli, questo sentimento si percepisca, che arrivi all'eventuale lettore. Dimenticavo due cose. Entrambe rilevanti. La prima: nella vita, chi mi conosce lo sa, da 31 anni faccio "piastrelle". Ogni anno una nuova sfida. Ma vivo la mia professione con passione. L'unico modo a mio parere, per non "impazzire". La seconda: ho un'altra grande passione. Sono tifoso del Modena Football Club 1912... Sì lo so, è una bella "sfiga"! Ma sono nato a Modena, amo la Ghirlandina e il vero amore mica puoi sceglierlo... P.S. Ho messo il nome della mia squadra del cuore per intero, perché oramai, del Modena calcio rimane solo la storia.

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2 pensieri riguardo “Gli inconvenienti della vita

  1. Bellissima recensione. Andrò a comprare il libro. Mi piacerebbe tanto che Lei leggesse il mio. Non ho certo pubblicato con Adelphi ma solo con Aliberti. Gli Autori che Lei cita sono dei grandissimi, quindi non mi giudichi presuntuosa ma, piuttosto, curiosa di avere un Suo parere su quanto ho scritto . Anche io sono di Modena e vivo sotto la Ghirlandina. Il mio libro si intitola “L’amore che non ti meriti”.
    Grazie dell’attenzione.

  2. Ciao Antonella, non compro mai un libro senza dargli prima un’occhiata. Ma già nominando la Ghirlandina mi avevi conquistato. Ho poi letto un estratto, ero troppo curioso, che ha passato l’esame.
    Leggerò con piacere “L’amore che non ti meriti”.

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