2020: Carpe diem, Sogno e magia e l’immancabile Testimone di Geova

Ve lo devo dire: ho finito il vecchio anno con infausti presagi di morte. E non morte intesa come la fine della mia esistenza, sarebbe scontato, è una morte molto più sottile, filosofica, Zen quella che mi ha preso. Ho preso coscienza che così come muore l’istante passato così faccio anch’io: istante dopo istante muoio. Continuamente. Non torna indietro il tempo e non torno indietro nemmeno io.

Nel 2019 sono morto. Nel mio appartamento al terzo piano di Via vignolese n°574, sono morto. Nel duplex (059 362659) così si spendeva meno, sono morto. Nella cameretta che dividevo con Ivan, per le scale, nel cortile, in un due tre stella, sono morto. Nei palloni che ho bucato, le biciclette rotte, le ginocchia sbucciate, sono morto. In ogni libro che ho letto, sono morto; di più ancora: in ogni parola, frase e paragrafo di ogni libro, sono morto.

E non diciamo puttanate tipo: il bimbo che ero è sempre dentro di me, tipo: se chiudo gli occhi rivivo tutto quanto, perché non si può tornare in nessun stramaledetto istante passato.

I sogni, i ricordi?

Guardati allo specchio: sei quel bambino che calciava i sassi nel cortile?

I sogni e i ricordi sono solo una farsa, un bluff, una finzione, un vecchio film sbiadito in bianco e nero che non puoi rivivere, proseguire, cambiare.

Leggete cosa scriveva Seneca:

Puoi indicarmi qualcuno che dia un giusto valore al suo tempo, e alla sua giornata, che capisca di morire ogni giorno? Ecco il nostro errore. Vediamo la morte davanti a noi e invece gran parte di essa è già alle nostre spalle: appartiene alla morte la vita passata.

Seneca, Lettere a Lucilio, Lettera 1

Poi arriva il 2020 e penso a quel bimbo del cortile, sempre lui, al fatto che gli pareva così lontano il 2020.
Eppure eccolo qui e che effetto che fa.
20-20: non so, ci avete pensato? Non è da tutti vivere in un anno i cui numeri si ripetono uguali: credo si dica palindromi. Anzi no: per essere palindromi dovrebbero leggersi uguali sia da una parte che dall’altra penso, forse il 2002 è stato un anno palindromo. Fa niente non sono sempre bravo con le parole e ancora meno in matematica; ma direi che non ci vuole un genio per capire che un anno come questo capita una sola volta per secolo: 1919/1818/1717/1616 e così via. E la prossima volta sarà il 2121. Il massimo sarà nel 2222: quello sicuro che è un numero palindromo.

Ma facciamola più semplice, dai!

Con il 2020 mi propongo di dare un senso al tempo, di vivere consapevolmente ogni singola giornata.
È per questo che sprizzante di energia il 02 gennaio ho visto una mostra.

Bologna, Palazzo Albergati: Sogno e Magia di Marc Chagall (Vitebsk, Russia, 1887 – Saint Paul de Vence, Francia, 1985).

E io che ho appena detto che bisogna cogliere l’attimo fuggente, che rimuginare sul passato ti riempie il cuore di tristezza, che abusare troppo con la fantasia ti porta fuori dalla realtà, e che bla bla bla, rimango incantato a guardare il mondo fantastico di Chagall. E non certo per le litografie sulle favole di Jean de La Fontaine: che pese pensavo ogni volta che Luisa, mia moglie, mi diceva: guarda questa, guarda quella? Chagall mi fa secco con i suoi dipinti e i suoi acquerelli, con i suoi colori.
Mi convince: Poco importa che i suoi personaggi siano ricordi d’infanzia, fiabe e sogni,  reali o immaginari, dal momento che l’emozione che mi arriva è autentica.

Viaggiamo insieme a lui tra realtà e fantasia, immersi in un’atmosfera onirica in cui il divino e l’umano si intrecciano e si sovrappongono.

Centrali sono nel suo percorso il colore e l’amore: contemplare i dipinti di Chagall e della moglie Bella ci riporta alla mente le sensazioni che si provano quando ci s’innamora, quando ci sembra di fluttuare nell’aria. Quelle tele sono una vivida evocazione dell’intensa esperienza emotiva dell’essere innamorati.

             

Nelle tele di Chagall i personaggi volano perché il volo è una metafora dell’amore: il cielo appartiene agli innamorati.

Chagall diceva: “Bastava che aprissi la finestra della mia camera e vi entravano l’aria blu, l’amore e i fiori”. È per questo che amore e fiori figurano sempre insieme all’interno di scene che evocano il paradiso. “ L’arte è lo sforzo incessante di competere con la bellezza dei fiori… senza mai riuscire a vincere”.

Potresti chiederti per ore
quale sia il significato dei fiori,
ma per me sono la vita stessa,
in tutto il suo felice splendore.
Non potremmo fare a meno dei fiori.
I fiori ti aiutano a dimenticare

le tragedie della vita (Marc Chagall)

E poi il giorno dopo, mentre ci godiamo una vasca in centro a Modena e ci avviciniamo alla Ghirlandina, un rumore continuo, fastidioso e ripetitivo ci aggredisce, c’è un bel bordello di gente e io e Luisa non capiamo subito di che si tratta, fino a quando una voce si fa strada, come una cantilena, un grido, un grugnito, e finalmente distinguiamo due persone. L’uomo va avanti indietro e parla in un microfono, ci tiene proprio a farsi capire, frasi urlate e rabbiose sull’Apocalisse che è vicina: il Male sarà sconfitto e i buoni rinasceranno a nuova vita; sul fatto che Il tempo è scaduto, Il tempo è scaduto, Il tempo è scaduto; sul fatto che dobbiamo amare Dio. La donna dice continuamente Amen, Amen, Amen…

E penso ma possibile che non si possa mai stare tranquilli, possibile che si debba per forza subire questa violenza. Cioè voglio dire quando sono andato alla mostra di Chagall ho scelto di andarci, ho fatto la fila e ho anche pagato un biglietto caro per entrare. Ma qui in centro non m’interessa di sentire quei due. E poi chi da loro il diritto di guardarti con superiorità e arroganza e provocazione.

Faccio chiarezza:

Ho finito il 2019 con pensieri funesti.

Il primo dell’anno mi propongo di cogliere l’attimo fuggente (meno sogni e ricordi).

Il giorno dopo ho visto una bella mostra che mi ha tolto le certezze del giorno prima (Io so, di non sapere. Socrate).

Il giorno dopo siamo da capo. Quei due – a proposito non vi ho detto che sono Testimoni di Geova – sì che sembrano avere le idee chiare sulla vita: leggono e dicono sempre le stesse parole: nessun dubbio, nessuna esitazione, nessun dolore.

Ma ne siamo sicuri?

Buon 2020 a tutti.

 

The following two tabs change content below.
Sono nato a Modena 53 anni fa, e abito a Formigine. Amo la mia famiglia; i miei due splendidi figli Francesco ed Eleonora; mia moglie Luisa. Le immagini del blog sono principalmente sue. Ho deciso di aprire questo blog per raccontare le mie passioni: libri, film, musica... Lo faccio principalmente per me stesso. Perché mentre mi racconto, verbalmente o per iscritto non cambia molto, mi torno ad emozionare. Come la prima volta. Spero che, nei miei articoli, questo sentimento si percepisca, che arrivi all'eventuale lettore. Dimenticavo due cose. Entrambe rilevanti. La prima: nella vita, chi mi conosce lo sa, da 31 anni faccio "piastrelle". Ogni anno una nuova sfida. Ma vivo la mia professione con passione. L'unico modo a mio parere, per non "impazzire". La seconda: ho un'altra grande passione. Sono tifoso del Modena Football Club 1912... Sì lo so, è una bella "sfiga"! Ma sono nato a Modena, amo la Ghirlandina e il vero amore mica puoi sceglierlo... P.S. Ho messo il nome della mia squadra del cuore per intero, perché oramai, del Modena calcio rimane solo la storia.

Ultimi post di Roberto Alboresi (vedi tutti)

2 pensieri riguardo “2020: Carpe diem, Sogno e magia e l’immancabile Testimone di Geova

  1. Ciao Roberto, io non sono morto e ti spiego il perché, se penso alle tante malattie, quella che mi sconvolge di più è l Alzheimer. Non c è cosa più orrenda che dimenticare i momenti,belli o brutti,trascorsi durante l intera vita.Il passato, intatti, è la nostra storia e da esso si può imparare a non commettere nel futuro gli stessi errori.Noi siamo quel che siamo proprio perché abbiamo vissuto determinate esperienze dalle quali siamo usciti più forti e temperati. Ecco che la vita dei nostri nonni può fungere come esempio per le nuove generazioni.La storia ,quindi, diventa maestra di vita.Anche il ricordo di eventi più grandi, come quello che stiamo vivendo con il Virus,serve a far si che determinate tragedie non si ripetano più.Quello che voglio dire Robby è che l ‘uomo , come affermava il Filosofo Nietzsche, per quanto lontano vada e per quanto velocemente, rimane indissolubilmente legato a ciò che è stato.
    Tutto quello che scrivi e le emozioni che ci fai arrivare in questo tuo Blog è frutto di quel ragazzo timido che sull autobus non riusciva a dichiararsi con il suo Amore o a quel ragazzo che con il vestito della festa andava in motorino a ballare alla domenica pomeriggio, che si emozionava quando entrava in campo all inizio di una partita e ricorda ancora l’ odore dell erba tagliata o bagnata.Io in questi giorni di isolamento se non vivessi di ricordi non potrei mai resistere. Sempre per rimanere in tema con il tuo racconto e il contesto che mi circonda ” che voglia in questi momenti di sentire quei due che urlano in una piazza del centro anche se sono testimoni di Geova…”

    1. E che voglia ritornare alla normalità: il pranzo della domenica in famiglia, riabbracciare i miei cari, poter fare anche SOLO una passeggiata, un incontro, una cena con un amico…
      A presto Massimo
      Grazie

Lascia un commento