Vorrei…

Se solo potessi tornare indietro.
Annullare le tante cazzate che faccio.
Riparare, rimediare, ricucire.
Peccato che non sempre si può fare.
Anzi mai.
E allora mi riprometto di stare più attento. Molto più attento. E vivere l’attimo con consapevolezza e maturità e gravità, dal momento che è fuggente.
Ma che pesantezza. Quando invece c’è così tanto bisogno di leggerezza, estemporaneità e di sognare, e se sbagli di riderci sopra, che l’inaspettato è il sale della vita.

E se fossi capace di non procrastinare, a un futuro che è sempre un divenire, le tante incombenze giornaliere, gli impegni inderogabili, le scadenze pattuite, e dire e non pensarlo solamente, e fare e non desiderarlo solamente.
Che ansia.

E ancora: se sapessi rispondere per le rime, azzeccassi ogni risposta, nessun dubbio, incertezza, debolezza, paura.
Ma che palle.
E che noia.
E che vita prevedibile.

Ma non sono proprio queste fragilità, questi continui sbagli e sbalzi d’umore a farci desiderare una quadra, una retta, una via da seguire?
Non già una certezza, quella non la si troverà mai, giacché la vita così come l’amore non è che un bellissimo e folgorante caos totale.
E non già un Voglio – che l’erba voglio non cresce nemmeno nel giardino del re – ma un vorrei, questo sì.
Vorrei…
Che cosa?
Vorrei una vita semplice, una famiglia serena, dei veri amici, un lavoro che mi soddisfi, e relazionarmi al meglio con le persone, chiunque siano: famigliari, amici, colleghi, conoscenti, passanti.
E poi vorrei scoprire ogni giorno cose nuove, non cose eclatanti, che non devo mica diventare Einstein, piccole cose, ma che danno un senso alla vita.
Vorrei: quanto mi piace questa parola. Più armoniosa, dolce, sensibile, umile, pacata, educata, rispettosa di Voglio.

Vorrei, titolo di tante belle canzoni, inizio di tante belle frasi, compimento finale della più bella poesia d’amore di Hikmet.

Vorrei cantare il canto delle tue mani
Giocare con te un eterno gioco proibito
Che l’oggi restasse oggi senza domani
O domani potesse tendere all’infinito
E lo vorrei
Perché non sono quando non ci sei
E resto solo coi pensieri miei ed io…

Vorrei, Francesco Guccini.

Vorrei, come nei versi dei poeti, un diario dei segreti
Ma poi cosa vorrei
Vorrei, ruffiano chi lo dice, vorrei che tu fossi felice

Vorrei, Stadio.

E vorrei contare i tuoi capelli
Fino all’ultimo senza sbagliare
E alla fine
Dire che son belli
E confonderli e ricominciare…

Vorrei, Roberto Vecchioni.

Vorrei essere l’acqua della doccia che fai
Le lenzuola del letto dove dormirai
L’hamburger di sabato sera che mangerai, che mangerai
Vorrei essere il motore della tua macchina
Così di colpo mi accenderai
Tu, tu non mi basti mai
Davvero non mi basti mai…

Tu non mi basti mai, Lucio Dalla.

Ed io che invece vorrei solo averti più vicino
Cascare nei tuoi occhi e poi vedere se cammino
Che sono grandi come i dubbi che mi fanno male
Ma sono belli come il sole dopo un temporale

Cascare nei tuoi occhi, Ultimo.

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto

Il più bello dei mari, Nazim Hikmet.

Come colonna sonora di questo articolo avevo solo l’imbarazzo della scelta, ma ho scelto Vorrei di Francesco Guccini, perché non c’è storia.

QUI, potete sentirla.

The following two tabs change content below.
Sono nato a Modena 53 anni fa, e abito a Formigine. Amo la mia famiglia; i miei due splendidi figli Francesco ed Eleonora; mia moglie Luisa. Le immagini del blog sono principalmente sue. Ho deciso di aprire questo blog per raccontare le mie passioni: libri, film, musica... Lo faccio principalmente per me stesso. Perché mentre mi racconto, verbalmente o per iscritto non cambia molto, mi torno ad emozionare. Come la prima volta. Spero che, nei miei articoli, questo sentimento si percepisca, che arrivi all'eventuale lettore. Dimenticavo due cose. Entrambe rilevanti. La prima: nella vita, chi mi conosce lo sa, da 31 anni faccio "piastrelle". Ogni anno una nuova sfida. Ma vivo la mia professione con passione. L'unico modo a mio parere, per non "impazzire". La seconda: ho un'altra grande passione. Sono tifoso del Modena Football Club 1912... Sì lo so, è una bella "sfiga"! Ma sono nato a Modena, amo la Ghirlandina e il vero amore mica puoi sceglierlo... P.S. Ho messo il nome della mia squadra del cuore per intero, perché oramai, del Modena calcio rimane solo la storia.

Ultimi post di Roberto Alboresi (vedi tutti)

Lascia un commento