Autore: Roberto Alboresi

Sono nato a Modena 53 anni fa, e abito a Formigine. Amo la mia famiglia; i miei due splendidi figli Francesco ed Eleonora; mia moglie Luisa. Le immagini del blog sono principalmente sue. Ho deciso di aprire questo blog per raccontare le mie passioni: libri, film, musica... Lo faccio principalmente per me stesso. Perché mentre mi racconto, verbalmente o per iscritto non cambia molto, mi torno ad emozionare. Come la prima volta. Spero che, nei miei articoli, questo sentimento si percepisca, che arrivi all'eventuale lettore. Dimenticavo due cose. Entrambe rilevanti. La prima: nella vita, chi mi conosce lo sa, da 31 anni faccio "piastrelle". Ogni anno una nuova sfida. Ma vivo la mia professione con passione. L'unico modo a mio parere, per non "impazzire". La seconda: ho un'altra grande passione. Sono tifoso del Modena Football Club 1912... Sì lo so, è una bella "sfiga"! Ma sono nato a Modena, amo la Ghirlandina e il vero amore mica puoi sceglierlo... P.S. Ho messo il nome della mia squadra del cuore per intero, perché oramai, del Modena calcio rimane solo la storia.
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Quando siete felici, fateci caso

“Quando siete felici, fateci caso” raccoglie nove commencement speech, tenuti da Kurt Vonnegut fra il 1978 e il 2004. Il libro è bello ma questa frase, questo titolo… questo titolo basta e avanza, ripaga già i soldi spesi. Anche se poi non leggessimo il libro. Come quando si è allo stadio e la partita è penosa, e poi all’improvviso accade l’imprevedibile, una poesia, come certe giocate che faceva Roberto Baggio.

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Quel che affidiamo al vento

In Giappone – in un giardino chiamato Bell Gardia, una delle zone più devastate dallo tsunami del 2011 – c’è un vecchio telefono non collegato che trasporta le voci del vento. Da tutto il Giappone migliaia di persone ogni anno visitano quella cabina per parlare nell’aldilà, ritrovare i loro cari.
L’ultimo romanzo di Laura Imai Messina si ispira a questo luogo, a questa magia.

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Una camminata sabbatica

A volte, nei tardi pomeriggi estivi sentiva spirare un venticello rinfrescante sulla sua pelle. Qualsiasi cosa facesse si fermava e sorrideva. Poi sentiva un’insostenibile nostalgia, ricordando quei pomeriggi estivi in cui la mamma gli diceva: «l’é la madunéina ch la và a màssa (È la madonnina che va a messa)», quando dal nulla si alzava dell’aria fresca.

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C’era un tempo

Salivamo sull’autobus e io cercavo in tutti i modi di starle vicino. Che bello quando era pieno e ci si doveva stringere per starci tutti. E che emozione sfiorarla, facendo finta che fosse un caso e non il gioco più dolce di sempre.
Quante volte ho immaginato di parlarle.
Invitarla.
Dichiararmi.
Baciarla.
Poi una mattina non c’era.
E nemmeno il giorno dopo.
E il giorno dopo.
E ho pensato: “che pirla che sono”.

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Cuori Scuri

Il nuovo romanzo di James Frey.
“Più di ogni altra cosa, sogno l’amore, l’amore folle matto sconsiderato. Non l’amore degli anelli e degli abiti bianchi e delle chiese, ma quello della lussuria e della pazzia, l’amore in cui non si può smettere di toccare, baciare, leccare, succhiare e scopare. L’amore che spezza i cuori, fa scoppiare guerre, rovina vite, l’amore che si marchia a fuoco nell’anima”.