Autore: Roberto Alboresi

Sono nato a Modena 53 anni fa, e abito a Formigine. Amo la mia famiglia; i miei due splendidi figli Francesco ed Eleonora; mia moglie Luisa. Le immagini del blog sono principalmente sue. Ho deciso di aprire questo blog per raccontare le mie passioni: libri, film, musica... Lo faccio principalmente per me stesso. Perché mentre mi racconto, verbalmente o per iscritto non cambia molto, mi torno ad emozionare. Come la prima volta. Spero che, nei miei articoli, questo sentimento si percepisca, che arrivi all'eventuale lettore. Dimenticavo due cose. Entrambe rilevanti. La prima: nella vita, chi mi conosce lo sa, da 31 anni faccio "piastrelle". Ogni anno una nuova sfida. Ma vivo la mia professione con passione. L'unico modo a mio parere, per non "impazzire". La seconda: ho un'altra grande passione. Sono tifoso del Modena Football Club 1912... Sì lo so, è una bella "sfiga"! Ma sono nato a Modena, amo la Ghirlandina e il vero amore mica puoi sceglierlo... P.S. Ho messo il nome della mia squadra del cuore per intero, perché oramai, del Modena calcio rimane solo la storia.
Articolo, Recensioni

SIDDHARTA

Il capolavoro di Hermann Hesse è poi quello di avere elevato Siddharta – un semplice figlio di un Brahmino – a un livello, se è possibile, superiore al Buddha stesso. Sicuramente l’ha reso più umano, perché a differenza del Buddha (che raggiungerà il nirvana rinunciando di fatto a vivere, scegliendo l’ascetismo più estremo), Siddharta conseguirà lo stesso obiettivo immergendosi totalmente nella vita. Sperimentando di tutto, anche i piaceri mondani, soprattutto i piaceri mondani: il cibo, il sesso, il denaro, il gioco d’azzardo, come qualsiasi essere umano.

Articolo

La mia gattina zen

… e infine, Raven mi ricorda il piccolo Robby che ero: il piccolo Robby, sì, anche lui andava in mattana per un non nulla, così su di giri da rompere i coglioni al mondo intero. Cosa direbbe il piccolo Robby se ci incontrassimo? Se vedendomi gli venisse rivelato il futuro? Lui che la vita era una meraviglia: cortile, palla, corsa, nascondino, abbracci, risate, piscina, amici, chiacchiere, compagnia, feste, ragazze, baci, motorino.

Articolo

Sliding Doors

Avete presente Sliding Doors, con Gwyneth Paltrow. Nel film fanno vedere due scenari opposti. Due dimensioni di tempo parallele. Nella prima la protagonista non riesce a prendere la metro per un niente. Nella seconda riesce a salire un attimo prima che la porta si chiuda. Ed è inutile che vi dica che le due vite sono completamente diverse. Da strippare, a pensarci bene. Perché questa cosa si ripresenta decine e decine di volte al giorno. In una vita fanno milioni e milioni di potenziali me che in ogni istante e a seconda se hanno oltrepassato o no quella Sliding Doors di turno potrebbero vagare ovunque nel mondo. Anime in pena. Oppure felici. Ma tutti diversi fra loro. Diverse professioni, donne, figli, amici.

Articolo, Recensioni

Quando siete felici, fateci caso

“Quando siete felici, fateci caso” raccoglie nove commencement speech, tenuti da Kurt Vonnegut fra il 1978 e il 2004. Il libro è bello ma questa frase, questo titolo… questo titolo basta e avanza, ripaga già i soldi spesi. Anche se poi non leggessimo il libro. Come quando si è allo stadio e la partita è penosa, e poi all’improvviso accade l’imprevedibile, una poesia, come certe giocate che faceva Roberto Baggio.

Articolo, Recensioni

Quel che affidiamo al vento

In Giappone – in un giardino chiamato Bell Gardia, una delle zone più devastate dallo tsunami del 2011 – c’è un vecchio telefono non collegato che trasporta le voci del vento. Da tutto il Giappone migliaia di persone ogni anno visitano quella cabina per parlare nell’aldilà, ritrovare i loro cari.
L’ultimo romanzo di Laura Imai Messina si ispira a questo luogo, a questa magia.

Articolo

Una camminata sabbatica

A volte, nei tardi pomeriggi estivi sentiva spirare un venticello rinfrescante sulla sua pelle. Qualsiasi cosa facesse si fermava e sorrideva. Poi sentiva un’insostenibile nostalgia, ricordando quei pomeriggi estivi in cui la mamma gli diceva: «l’é la madunéina ch la và a màssa (È la madonnina che va a messa)», quando dal nulla si alzava dell’aria fresca.