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Persone normali

I due protagonisti di “Persone normali” sono compagni di scuola in tutto e per tutto opposti: Marianne ha una famiglia ricca ma intollerante all’amore, Connell è il figlio di una donna povera ma premurosa. Bello e timido e popolare lui, insignificante e strana e bullizzata lei. Eppure, ogni pomeriggio Connell suona il campanello e Marianne va ad aprire e lo fa entrare e chiacchierano e si conoscono e flirtano, mentre attendono che Lorraine – la madre di Connell – finisca di fare il suo lavoro: la domestica in casa di Marianne.

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occhi negli occhi

Il mio ultimo racconto breve: “Rivide gli occhi scuri di Lui, magnetici e profondi: due pozzi neri. Non era bello, non come il marito almeno, ma simpatico quello sì e brillante e arguto, decisamente fuori dal comune. Non se ne capacitava ma ne era irrimediabilmente attratta. Da sempre appassionata di fotografia avrebbe voluto immortalare quell’immagine per sempre: gli occhi di Lui nei suoi, e riguardare quel momento ogni volta che era triste e sola, come ora. C’era qualcosa in quegli occhi, come un urlo, una richiesta d’aiuto, terrore e demoni e AMORE… ah, se solo avesse potuto guardare quella foto e capire. Pochi minuti dopo dormiva come una bambina”.

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ALLA RADICE

“Alla radice” è il primo libro tradotto in italiano di Miika Nousiainen (giornalista e scrittore finlandese). Un romanzo che sorprende e coinvolge, semplice quanto profondo, con una scrittura scorrevole e tragicomica. Un inno alla vita. Nel loro viaggio i due fratelli conosceranno nuovi mondi, diverse culture e altrettanti nuovi valori, e non c’è niente di meglio per ampliare i propri orizzonti, ma il vero miracolo lo compiono quando comprendono che…

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Cambiare l’acqua ai fiori

Il romanzo di Valérie Perrin. Assolutamente da leggere!
“Domani alle quattro c’è una sepoltura. Il cimitero avrà un nuovo residente, un uomo di cinquantacinque anni morto per aver fumato troppo. Almeno è quanto dicono i medici. Non dicono mai che un uomo di cinquantacinque anni può morire per non essere stato amato, per non essere stato sentito, per aver ricevuto troppi conti da pagare, per aver fatto troppi debiti con le banche, per aver visto i figli crescere e poi andarsene senza neanche salutare, per una vita di rimproveri e musi lunghi in cui la sigaretta o la cannetta per sciogliere il nodo allo stomaco ci stavano proprio bene.
Nessuno dice mai che si può morire per averne avuto troppo spesso le palle piene”.

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Il mattino ha l’oro in bocca! Ma è poi sempre così?

Si dice che il mattino ha l’oro in bocca, ma io, in giornate come questa, sento tutt’altro in bocca: un sapore metallico, dal retrogusto amaro, acre. Mi sento svuotato dentro. L’urgenza di far qualcosa. Qualsiasi cosa, pur di non scoppiare. Anche solo piangere, che magari uscissero una buona volta queste benedette lacrime, almeno dopo starei meglio. E invece finisco nel peggiore dei modi: a piangermi addosso, che è molto meno liberatorio di un bel pianto a dirotto.

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Almarina

“Perché c’è una cosa che continua a essere sfuggente, e non ve la dirà nessuno ad alta voce, così adesso ve la dico io: l’amore non riconosce l’autorità. Sì, formalmente sì, ci siamo costretti: ma dentro le ossa, quando ci guardiamo le rughe allo specchio, o nella verità del sonno, non vi concediamo il diritto di decidere”. L’ultimo romanzo di Valeria Parrella: un piacere inatteso!